Travel blogger, fashion blogger, food blogger e chi più ne ha più ne metta. Chiunque può aprire uno spazio web e mettere dentro i propri pensieri e le proprie esperienze, anzi ormai è strano non averne uno. Ma “fare blogging” è tutt’altro, è molto più che raccontare quanto è cool l’ultima borsa di Armani o la nuova linea di scarpe Jimmy Choo. La differenza tra contenuti di qualità e tutto il resto sta in tanti piccoli dettagli, che solo chi fa di questo lavoro una vera professione può capire. Vediamo da vicino come scrivere un blog nel modo giusto, partendo da un’attenta analisi strategica.

 

Passo 1. Nel mirino

Primo di aprire un documento word e iniziare a buttare giù idee e concetti bisogna prima di tutto porsi una domanda: Chi è il mio pubblico? Se si tratta di aprire un blog aziendale molto probabilmente già sappiamo a chi rivolgere la nostra attenzione, perché il tutto è mirato a promuovere un prodotto o un servizio.

Ma partire “avvantaggiati” non vuol dire non analizzare, ogni situazione è a sé.

Il patrimonio dei dati

Se già gestiamo una pagina facebook o altri social possiamo farci un’idea dei nostri follower attraverso gli insights o anche solo guardando i dati analytics del nostro sito web. A quali prodotti sono interessati? Quali pagine vengono più visitate?

Anche guardare ai nostri competitors diretti e vedere su quale tipologia di contenuti hanno costruito la loro strategia di content marketing è un fattore importante da non sottovalutare.

Questo primo passo è quindi determinante per iniziare a pensare a quali post scrivere per il nostro blog, in quanto sarà proprio il pubblico a determinare il successo dei nostri articoli e di conseguenza della nostra reputazione.

Passo 2. C’è bisogno di un piano!

Dopo aver raccolto dati fondamentali sulla nostra futura audience è giunto il momento di costruire il piano editoriale, o più semplicemente quali argomenti trattare. Il consiglio è di seguire la stagionalità, feste tradizionali ed eventi importanti che possono darci spunti interessanti.

Dipende sempre dal topic principale del nostro blog. Il settori fashion, food ma anche hi-tech si prestano meglio di altri ad essere raccontati, non a caso ogni giorno ci sono innumerevoli post su questi argomenti.

La regola principale è “essere sul pezzo”, quindi spazio a ultime novità, mode e tendenze ma è anche importante “cavalcare l’onda” dell’attualità e di tutto quello che impazza sulla rete, ma sempre con cautela.

 Passo 3. Seo ma non troppo

Conoscere il proprio target e aver tirato giù un calendario editoriale non basta. Scrivere per il web vuol dire anche pensare in un’ottica Seo. Un’accurata analisi di parole chiave, utilizzando diversi tool di Google (adwords, trends) che mettono in evidenza cosa è più cercato dal popolo del web, è fondamentale e necessaria per permettere a Big G di indicizzare i nostri testi.

Ma il Seo non è più ormai solo parole chiavi come era tempo fa. Il passaggio al web semantico, ovvero ai contesti legati alle ricerche degli utenti, al senso implicito delle query, sta portando sempre di più l’attività di SEO copywriting verso contenuti intent based, creati e pensati interamente sulle esigenze degli utenti.

Non è il caso di soffermarsi troppo su questi aspetti che meriterebbe un post ad hoc, ma sono tutti concetti da approfondire prima di iniziare una vera e propria attività di blogging.

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Passo 4. Mettiamoci al lavoro!

Finalmente ci siamo, possiamo iniziare a scrivere il primo articolo. Se avete seguito con attenzione gli step precedenti siete già a metà dell’opera. Oltre alle solite indicazioni stilistiche, quindi titoli coinvolgenti, toni leggeri, frasi breve e d’impatto, il suggerimento n.1 è: informare!

Si naviga sulla rete alla ricerca di informazioni utili, quindi meglio evitare un orientamento basato sulla vendita, o meglio questa non deve essere il primo obiettivo. Nel momento che gli utenti percepiscono che non è un testo per dare suggerimenti o idee ma solo per promuovere qualcosa è proprio il momento che chiuderanno la pagina, e quindi anche i temibili e misteriosi algoritmi di google capiranno che quel blog non è fatto per “aiutare” le persone, posizionandolo così in chissà quale pagina nascosta.

 

Passo 5. Da Facebook a Linkedin

Scritto, corretto, reso più accattivante con immagini e pubblicato, il nostro articolo ora va “fatto girare”, significa cioè dargli una vita social. Ormai tra storie di Facebook, Instagram e Snapchat, video 360 e gif, sembra sempre più complicato trovare il canale adatto dove pubblicare contenuti prettamente testuali. Diciamo che Facebook e Twitter sono quelli da sfruttare al massimo, ma non dimentichiamoci di Linkedin. Certo questo è una rete più professionale, ma è anche vero che ormai sta perdendo un po’ la sua natura originaria, aprendosi a mondi diversi. Ormai tutti hanno un profilo su questo social, quindi sta diventando un bacino di utenza da guardare con estremo interesse.

 

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