300 Miliardi in un anno di “Love”, “Ahah”, “Wow”, “Sigh”, “Grr” ed eccoci qui a parlare di nuovo di loro: le reazioni di Facebook. Un anno fa circa puntuali vi abbiamo presentato il loro arrivo, oggi ancora al passo con Mark Z., annunciamo un nuovo cambiamento: le reactions acquistano ufficialmente maggiore importanza. Questo vuol dire che l’algoritmo attribuisce più valore alle pubblicazioni che hanno ricevuto delle reazioni e quindi tali contenuti otterranno maggiore visibilità sul News Feed.

 

La strategia delle emozioni

Un “love” è una chiara rappresentazione di un’emozione forte e quindi un’esposizione maggiore dell’utente stesso seppur inconsapevole. In questo modo un’azienda può valutare la rilevanza del suo storytelling e ottimizzare le sue strategie in base alla risposta degli utenti. Un’ottima notizia per chi ormai da anni ha sposato Facebook come strumento effettivo di comunicazione integrata. Gli utenti infatti hanno maggiore propensione a visualizzare contenuti simili a quelli in cui hanno espresso una reazione definita, questo perchè in realtà stanno dichiarando un’emozione chiara e netta.

L’utente per scegliere la reazione dà un contributo maggiore inconsciamente e ormai meccanicamente non solo a livello di “tempo”, quanto di coinvolgimento e attenzione. In una realtà dove ormai l’immagine vince sulle parole è altrettanto equilibrato che si risponda con dei piccoli concentrati di sentiment.

 

L’amore trionfa!

Seppur scontato, l’amore conquista il podio: è infatti il cuore la reazione più utilizzata. Ma questa nuova posizione di Facebook non poteva passare inosservata a chi non vuole mettere in mostra le proprie emozioni e proprio a tal proposito l’estensione di Chrome, Go Rando, sconvolge i piani del Social Network bilanciando le reazioni che gli utenti spargono in giro. Ciò che colpisce non è tanto il supporto dato da Google quanto il timore di alcuni utenti. Questa resistenza lascia perplessi dato che “stare” su un social di per sè espone già l’individuo ad una certa visibilità e quindi ad una privacy ormai illusoria.

A chi si sente già minacciato dalla vittoria di faccine e cuori e vuole nascondere i propri sentimenti a Facebook vale la pena ricordare che esiste comunque ancora il buon vecchio “like”.

 

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