Microsoft Hololens

Tre cose colpiscono della presentazione del mondo di Windows 10: la quantità di mele illuminate sui desktop dei giornalisti presenti, la quantità di applausi (pochi) e gli HoloLens. Sui primi due punti c'è poco da aggiungere, sono frutto del genio del brand Apple nel fare i suoi laptop e i suoi Keynote, per cui soffermiamoci sul terzo punto. 

Cominciamo da questo video (saltate i primi 3 minuti in cui parlano e basta):

Opinione personale: è figo? SI.

Non viene neanche voglia di fare i petulanti e far notare che si tratta di realtà aumentata e non di ologrammi. Il naming è importante per il marketing e il fatto stesso che gli occhiali contengano un qualcosa chiamato cpu olografica basta a renderli oggetto del desiderio di qualunque amante di gadget.

Se Kipman si fosse fermato poi a farci vedere video di presentazione e stralci di scene in post produzione sarebbe stato tutto comunque impressionante ma sospettoso. La storia di questa tecnologia è costellata di splendidi video che han creato aspettative non soddisfatte: gli oculus rift e il motion sickness, Ingress e il trailer che nulla aveva a che vedere con il gioco, gli epson moverio, gli atheer one (che neanche han raggiunto gli utenti finali..). Una lista infinita.

Ma qui abbiamo visto una demo live di un gadget in grado di dare tutto quello che l'utente finale della realtà aumentata si aspetta da anni, senza tutti i problemi che hanno finora relegato la tecnologia nella sua nicchia di appassionati: 

 

  1. Fili: assenti. E se pensate che sia una cosa da poco andatevi a vedere cosa si portano dietro gli Epson Moverio 
  2. Niente marker. Niente più cartoncini o fogli A4 da piazzare in giro per la stanza prima di poter usare la vostra applicazione. Per chi crea prodotti in AR vuol dire non dover pensare a come rendere divertente tutta la fase di setup di un gioco o di un'applicazione, per non perdersi gli utenti per strada.
  3. Campo visivo ampio. Di nuovo, andatevi a vedere gli Epson Moverio per capire cosa vuol dire dover lavorare in uno schermo grande quanto il vostro cellulare a mezzo metro di distanza.
  4. Esperienza non artificiosa.

 

Il punto finale è l'unico motivo, pare, per cui ancora non possiamo andare sul sito della Microsoft a comprarci i nostri occhiali. Il team di Kipman sta lavorando ancora per rendere perfetto il sistema di riconoscimento dei comandi vocali e gestuali. Al momento questo si basa sulla tecnologia di Cortana che ancora adesso ci costringe spesso ad usare la tastiera quando non siamo in grado di farci capire. Tastiera che sugli HoloLens non c'è. 

E' un vero peccato perché di carne al fuoco gli HoloLens ne han messa tanta a partire dalle demo che abbiamo potuto solo vedere nel video di presentazione. Alcune di queste sono fin troppo avveniristiche per sembrare reali, ma altre non ci lasciano motivo di dubitarne come il sistema sviluppato assieme a NASA che permetterebbe a scienziati sparsi per il mondo di discutere assieme, progettare ricerche future o semplicemente camminare su Marte come se fossero realmente lì. Non si fa solo marketing con NASA e se gli HoloLens vogliono essere utili in un campo come quello dell'esplorazione spaziale devono dimostrare di poter funzionare davvero. 

Ma cosa sta accadendo in realtà? Qual è il disegno più ampio? Di sicuro il mercato della Realtà Aumentata e Virtuale sta diventando sempre più chiaro e i giganti dell'informatica hanno ormai messo in campo le loro armi: Microsoft ha gli Hololens, Facebook ha gli Oculus Rift e Google ha MagicLeap

Nessuno ha un grosso vantaggio sugli altri in quanto nessuno ha mai raggiunto il grande pubblico e tutti stanno passando per il mondo degli sviluppatori indipendenti prima di rischiare di bruciarsi. Una mossa che è stata la salvezza di Google che, richiamando i Glass quando ancora erano solo nelle mani di pochi sviluppatori, ha potuto giocare la carta dei rischi dell'innovazione come scusa per un progetto che era stato venduto male (sbandierato come Realtà Aumentata) e sviluppato peggio. 

Aspettiamo perciò di sapere quando saranno veramente disponibili gli HoloLens e fino ad allora consoliamoci con i video di presentazione del marketing Microsoft:

Tutti vogliono viaggiare in… Social: un caso di successo

Facebook e le reti sociali in generale sono un eccellente canale di comunicazione e marketing che, se sfruttato adeguatamente, può risultare più efficace in termini di vendite di tanti metodi tradizionali. Questi strumenti possono essere sfruttati come vetrina, come rete commerciale, come supporto clienti... Insomma, tutta quella catena di attività che permette di acquisire e fidelizzare i clienti, rendendo l'esperienza d'acquisto un processo piacevole e personalizzato.

QUALE SOCIAL NETWORK PER QUALE OBIETTIVO?

A questo proposito vorrei portare alla luce un caso di successo recente gestito proprio da noi di Araundu: quello dell'atelier di abiti da sposa Anna Tumas di Roma. Anna Tumas era già un nome abbastanza conosciuto sulla piazza della Capitale, noto tra le future spose soprattutto attraverso il passaparola per la qualità e l'unicità degli abiti creati dalla stilista.

Quando ci è stato affidato il lavoro per la gestione Facebook abbiamo immediatamente provveduto a trasformare quello che era un profilo personale – altro errore molto comune – in una pagina aziendale, con tutte le informazioni ed i riferimenti del caso. Questo profilo portava con sé una base consolidata di circa 600 "amici", diventati così i primi Mi Piace della nuova pagina.

Nel corso di circa nove mesi di attività la gestione Facebook è stata da noi seguita con un piano redazionale studiato e organizzato, con un obiettivo ben chiaro: attirare nuovi clienti per l'atelier. Ad oggi con un investimento minimo dal canale Facebook sono arrivati sei nuovi contatti per la vendita di abiti da sposa. In particolare, due di questi sono stati prenotati direttamente dalla pubblicazione in anteprima del bozzetto dell'abito della nuova collezione 2015.

Oltre alle vendite dirette, l'attività su Facebook ha generato molte richieste da fornitori anche fuori dal territorio romano. A queste si sono aggiunte richieste di collaborazione da parte di wedding planner, fotografi ed organizzatori di eventi. Addirittura è arrivata una richiesta alla stilista per la realizzazione di una collezione civile, richiesta che però in questo caso è stata rifiutata. Nel frattempo i Mi Piace sulla pagina sono più che raddoppiati, con una crescita costante in particolare a partire dal periodo dell'anteprima di Romasposa 2014.

All'attività su Facebook è stata affiancata quella su un altro social network molto importante soprattutto per la moda: Pinterest, che ha generato alcune possibilità di partnership molto interessanti.

Nel corso del periodo considerato il marchio si è fatto conoscere in tutta Italia e all'estero, con una prevalenza di Mi Piace a Roma, Napoli, Milano e... Istanbul! Ogni post pubblicato riceve una copertura che raggiunge e supera le 500 persone di un'utenza formata per il 71% da donne. Il tutto senza investimenti promozionali – salvo una breve campagna iniziale di lancio – acquisto di fan o altre pratiche deprecate.

L'importante per una buona gestione Social Media, come dimostrato dal caso di Anna Tumas, non è quindi il numero di Like che si riesce a mettere insieme. E' fondamentale una buona pianificazione, derivata da obiettivi chiari e definiti insieme al cliente.

7 strumenti fondamentali per affrontare - e vincere - le sfide dell'era digitale

1. Sito Web/Ecommerce

ecommerce-website-superaildivario

Sembra strano scriverlo nel 2014, ma ad oggi sono ancora molte le realtà a non aver ancora realizzato il proprio sito web. Molti si sentono soddisfatti della presenza su vetrine più o meno valide, aggregatori di aziende etc.

Oggi i consumatori danno molta importanza alle informazioni che trovano su internet, spesso anche troppa. Fatto sta che la prima cosa che la maggior parte delle persone fa quando viene a conoscenza di un nuovo marchio o di un nuovo prodotto è andare a cercare notizie, recensioni o caratteristiche proprio su internet.

Non solo. Quasi il 50% degli utenti di internet oggi sono anche consumatori online. Cosa significa? Che le persone sono ormai pronte ad effettuare un'azione come l'acquisto di beni o servizi direttamente dal web. Il mercato dell'eCommerce è tra quelli in più forte espansione in questo momento. In Italia siamo ancora agli inizi: un'occasione da non perdere.

Sullo stesso argomento: E-commerce. Perché in Italia ci spaventa?

2. Motori di ricerca

seo-superaildivario

Avere un sito web, ovviamente, non è sufficiente per essere trovati. Gli utenti fidelizzati e che conoscono un marchio o un prodotto visiteranno volentieri il sito ufficiale, ma come fare per attrarre nuovi clienti?

Ancora oggi, anche se la tendenza è in calo, i motori di ricerca come Google sono la fonte principale di accessi ad un sito web. Ci sono due modi principali per farsi trovare: il SEO o posizionamento organico e gli annunci a pagamento. Entrambe le soluzioni offrono vantaggi e svantaggi, come spieghiamo in questo post:

SEO VS. AdWords? Cosa sono e come decidere

3. Social Network

social-network-superaildivario

La seconda fondamentale fonte di contatto da parte di potenziali nuovi clienti sono i Social Network. Una buona strategia Social può valere fino al 40% degli accessi totali ad un sito, oltre che permettere un'interazione diretta e veloce con gli utenti acquisiti e potenziali. Facebook oggi offre svariate possibilità promozionali e per monetizzare la propria base di quelli che una volta si chiamavano fan.

Il mondo delle reti sociali però non è solo Facebook. Ci sono diverse piattaforme che offrono vantaggi specifici a seconda del tipo di settore e degli obiettivi che si vogliono raggiungere. Twitter, Instagram, Pinterest, LinkedIN... Qual è la scelta migliore? Le possibilità sono infinite e vale la pena valutarle tutte con attenzione, come spiega anche una semplice ed interessante infografica che abbiamo pubblicato qualche giorno fa:

Quale social network scegliere? Un'infografica

4. Newsletter

newsletter-superaildivario

Uno degli strumenti di marketing più efficaci, anche se può sembrare strano, è la comunicazione diretta. Un conto però è farla nei confronti di utenti generici, sparando nel mucchio come le agenzie immobiliari che vi lasciano i volantini nella cassetta della posta. Un altro è raggiungere persone che sono in qualche modo legate al vostro marchio o prodotto, perché sono già clienti o perché hanno lasciato i propri dati per ricevere ulteriori informazioni.

Le potenzialità di newsletter e mailing list sono enormi e se si attua una strategia ben studiata si possono ottenere notevoli benefici in termini di fatturato e di fidelizzazione. Che si abbia un sito web, un eCommerce o semplicemente un blog l'uso consapevole della propria lista clienti può fare una grande differenza.

5. Sito Mobile/App

web-mobile-app-superaildivario

Sono più di 18 milioni le persone che, ogni giorno, si collegano a internet attraverso il proprio smartphone. Sono però pochissimi i siti che sono pensati per poter essere visualizzati anche sugli schermi dei vari telefoni e tablet. Questo si traduce in una perdita di visitatori e, quindi, di potenziali clienti.

Uno smartphone è, prima di tutto, un telefono. La prima cosa da considerare quindi è dare la possibilità all'utente di trovare facilmente il numero di telefono e, possibilmente, di chiamare direttamente con un tocco del dito. Un sito mobile dovrebbe aggregare tutte le principali informazioni di contatto nella prima schermata vista da chi si collega.

Le applicazioni – o app – che vengono scaricate direttamente ad esempio da AppStore e Play Store offrono altri vantaggi. In primo luogo il ritorno d'immagine dato dalla presenza con la propria icona sugli smartphone di clienti, ma anche le potenzialità in termini di fidelizzazione offerte dalle notifiche push, che possono essere inviate agli utenti in occasioni particolari o quando si trovano nelle vicinanze di un'attività.

6. WiFi Free e profilazione degli utenti

wifi-free-hotspot-overplace

La crescita esponenziale della diffusione degli smartphone e dei tablet ha trasformato quella che era una necessità di nicchia in una vera e propria esigenza primaria. Parliamo della connessione WiFi Free. Chiunque sia stato all'estero si sarà accorto di quanto questo servizio sia offerto quasi da tutte le attività commerciali.

Come scegliere che tipo di servizio wireless offrire? Il mio suggerimento è quello di scegliere uno strumento che chieda ai clienti una breve registrazione iniziale. In questo modo non solo si solleva l'esercente da ogni responsabilità in termini di privacy e di eventuali attività illecite delle connessioni, ma soprattutto si ottengono contatti profilati vitali per operazioni di marketing e comunicazione come newsletter ed invio di SMS con offerte e promozioni: la fidelizzazione in primo piano, ancora una volta.

7. Comparatori

shopping-prezzi-superaildivario

L'ultimo strumento che volevo citare in questo post è però quello forse più potente – e controverso – per chi vende qualsiasi cosa online. Che si tratti di prodotti, servizi oppure vacanze, assicurazioni e chi più ne ha, più ne metta, essere presenti sui comparatori di prezzi è diventato se non l'unico il più efficace metodo di promozione e vendita.

Il problema che questi siti creano è quello di scatenare una fortissima concorrenza sui prezzi. Il ritorno in termini di numero di clienti è però estremamente sostanzioso. Avere prezzi più competitivi può fare la differenza tra creare un business profittevole e sparire completamente. Trovaprezzi, Kelkoo, Facile.it, Subito.it, Immobiliare.it, Booking, Expedia... i portali che offrono comparazione di prezzi sono innumerevoli ed è necessario saper scegliere quello giusto per la propria attività.

Taffo: pubblicità a Roma un po' troppo shock

 La pubblicità è spesso provocatoria e ha come obiettivo non tanto la vendita di un prodotto, quanto far parlare dell'azienda che la promuove. Da alcuni giorni Roma ha visto comparire i cartelloni di una nota società di servizi funebri, la Taffo, che offre un insolito quanto macabro servizio: trasformare le ceneri dei propri cari estinti in diamanti.

Riportiamo le parole di uno ideatori di questa campagna pubblicitaria, Alessio Logrippo, rilasciate a Il Messaggero«Ancora una volta abbiamo puntato sull'ironia e sul messaggio dissacrante. Il target della campagna è ovviamente femminile, trattandosi di diamanti. Abbiamo immaginato una donna che ha desiderato da sempre avere quella pietra in regalo dal marito non troppo disponibile a farle questo dono. Cosa c'è di più feroce di una vedova che appena può ottiene il tanto agognato diamante dalle ceneri del marito?».

Oltre all'idea, sulla quale non sindachiamo perché ognuno conosce il proprio mercato, ciò su cui mi volevo soffermare in questo post è il claim: "Questa volta tuo marito non potrà dirti di no". Ora, capisco che non tutti gli uomini abbiano la possibilità o il desiderio di comprare un diamante alla propria compagna, ma addirittura instillare il dubbio che la morte possa essere una soluzione a questa negligenza, mi sembra un po' eccessivo.

Quando si parla di morte si affronta un tema molto delicato, si vanno a toccare i sentimenti delle persone in uno dei momenti di maggior fragilità e sofferenza. Abbiamo visto pubblicità giocare con tutto, dal sesso alle abitudini, dall'omofobia alla provocazione shock, con risultati alterni tra kitsch e innovativo. Qui però a mio parere si è esagerato un pochino.

Se è vero che si possono utilizzare le ceneri di un defunto per trasformarle in pietre preziose, non vedo perché un domani non si possa anche offrire l'imbalsamatura della salma per conservarla in casa, oppure chissà quale altra iniziativa simile. Non sono particolarmente religioso, ma credo che i morti debbano essere lasciati riposare in pace. Insomma, una volta nell'aldilà non mi piacerebbe essere scarrozzato in giro chiuso in una pietruzza su un dito. Le ceneri? Meglio disperderle al vento.