I giovani, l'impresa e il (falso) mito della startup

Non apprezzo molto i modi di Flavio Briatore, né ne approvo la storia. Di certo però non si può negare che sia un uomo concreto ed un imprenditore di successo. Qualche giorno fa ha tenuto un incontro con gli studenti della Bocconi di Milano in cui li ha invitati a lasciar perdere le startup e tutta la fuffa di cui tanto si parla in questi giorni, per dedicarsi a lavori normali. “Piuttosto aprite una pizzeria” è stata la frase simbolo dell'intervento.

E' un discorso che da tempo mi sta a cuore e che mi interessa particolarmente. Da giovane imprenditore credo che il sogno di creare la startup che faccia il botto e che dopo due anni venga comprata da Google per 1 miliardo di Euro sia un po' come la casetta di marzapane di Hansel e Gretel: attraente, apparentemente a portata di mano, ma basta assaggiarla per essere catturati e buttati nel forno.

C'è uno studio pubblicato da CB Insights secondo cui il 75% di tutte le startup che ricevono fondi di venture capital falliscono, mentre solo il 4% si trasforma in una vera gallina dalle uova d'oro. Non sono statistiche incoraggianti in generale ed in particolare in Italia, che non è l'America. Qui da noi il mercato è molto meno fluido e flessibile di quanto non sia negli USA.

Un'altra deviazione mentale molto pericolosa per tutti coloro che avviano un'attività è quella secondo cui l'unico scopo sia farsi comprare per milioni di Euro entro pochi anni. Niente di più sbagliato, come si legge anche in un interessante post di Startup OverUna startup è un'impresa a tutti gli effetti e come tale dovrebbe essere gestita!

Lo scopo di un imprenditore di successo non può essere quello di farsi acquisire. Un'azienda ha un oggetto sociale, un progetto, obiettivi. Deve creare ricchezza e opportunità, dare lavoro, avere fornitori e clienti... Insomma deve essere un essere vivente che si adatta e prospera nel suo ambiente di riferimento. Anche l'eventuale accesso al credito deve essere motivato e proporzionato ad esigenze e prospettive reali.

Quindi, per citare nuovamente Briatore, “non voglio portare sfiga, ma per voi non ci sono opportunità. Fate un lavoro normale, magari apritevi una pizzeria. Così se fallisce almeno vi mangiate una pizza. Se fallisce la start up non vi rimane neppure quello”. Integro questo pensiero in questo modo: se avete un'idea imprenditoriale portatela avanti con il pensiero di lasciarla in eredità ai vostri figli. Startup vuol dire avviamento, ma c'è bisogno di attività che durano. Vince chi arriva primo al traguardo, non chi parte di scatto e schianta a metà gara come quegli atleti che fanno da lepre nelle gare di atletica.