Facebook Reactions: reazione o comunicazione?

Facebook Reactions: reazione o comunicazione?

Tempo poche ore e tutti hanno assimilato e fatte proprie le Facebook Reactions. Non sai cosa sono? Tu piccolo primitivo, come fai a non essere informato sulle ultime news e trend del mondo social? Facebook ha deciso che, oltre al Like, è giusto dare espressione ai sentimenti che un post suscita in modo più ampio e preciso. E' giusto amore, stupore, rabbia; è giusto nell'epoca di Inside Out dare spazio e vivere di emozioni, ma il fatto che possano essere espresse in un semplice clic sembra quasi antiemotivo.

Leopardi, che scriveva versi e versi, si starà chiedendo perché lui, misero, si è fatto venire la gobba, quando bastava mettere delle faccette su quei fogli. Perché perdere tempo a dire cosa si prova, quando si capisce tutto da una smorfia di una palletta gialla? Semplice, perché il tempo per spiegare e scrivere non c'è più. In auto mediamente, mentre si guida o si è al semaforo, di sei conducenti quattro hanno gli occhi bassi a sbirciare il cellulare e gli altri due sono in genere donne isteriche che registrano animatamente messaggi su Whatsapp (e magari si riascoltano pure subito dopo). Nessuno si ferma.

Insomma, un Like era troppo poco e a volte per alcuni contesti (tipo perdita di un caro o un ricovero) era fuori luogo. Quindi gli utenti avevano bisogno di qualcosa di più, ma sempre Easy e Smart. Su Facebook infatti, i post non si vedono, ma si scorrono e non si scrive, si mette il like o la reactions e bon! Qual è il valore dell'essere amico sui social network?

Al di là delle perplessità c'è da dire che almeno, contraendo tutto, eviteremo di vedere "xké", "ki", "cmq", "qnd", "nn"... Insomma l'italiano scritto sarà salvo, non scrivendolo più! In compenso le aziende potranno monitorare lo stato d'animo degli utenti, cosa li fa stare bene e come far stare bene i propri clienti. Riusciranno i marketer a tenere sotto controllo le reactions? Ci sarà un calo di lamentele sui disservizi perché anche in questo caso useremo solo una faccetta arrabbiata o piuttosto useremo le parole solo per lamentarci e un semplice Like alle aziende che invece ci trattano bene e con attenzione?

Andiamo più in profondità però, ora non ci limiteremo a vedere l'andamento dei Like: ora si andrà ad analizzare anche la reazione e magari a monitorare meglio i gusti su un prodotto o su un servizio. Pensate le facce sul profilo social di Acea, Atac, oppure se ci fossero state le reactions all'epoca dello smarketing di Melegatti! Tutta un'altra storia! O no?

Per concludere, cerco un lato positivo a tutto ciò e penso alle chiacchierate tra marito e moglie: "Caro, perché oggi mi hai messo solo un Like?". "Beh Cara perche la tua foto era bella!". "Beh allora potevi mettermi il cuore! Basta ecco mi trascuri lo vedi?". "Ma no cara, cosa dici?. "Come no, e allora cosa mi dici del cuore che hai messo alla foto di Totti? Basta, chiedo il divorzio!".

Oppure adolescenti in metro "Ehi tesò mi ha messo il cuore, allora mi lovva, che dici?". Ma insomma meglio un Like, un Love, un Wow o le semplici chiare e amate parole che l'uomo da una caverna con sudore e ingegno ha conquistato?

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