Gamification nel b2b, una carta tutta da giocare

Gamification nel b2b, una carta tutta da giocare
Ormai da diverso tempo si parla di gamification, ossia la logica dei videogame applicati alla realtà, fondata su tutta una serie di livelli da superare, obiettivi da raggiungere e ricompense da ottenere. Troppo spesso però si guarda solo ad una faccia della medaglia, la classica relazione azienda-cliente (B2C), senza tenere in considerazione il fatto che le stesse identiche dinamiche, gli stessi vantaggi e benefici portati da questo processo, hanno rilevanza anche nei rapporti di business tra imprese (B2B), perché esse stesse sono formate da persone, quindi il principio di fondo è lo stesso.
Per molti può sembrare qualcosa di futuristico, o eccessivamente avanguardista, ma in realtà non è così, la gamification ha un campo di applicazione estremamente vasto: dalla vita lavorativa, ritenuta spesso noiosa, ripetitiva o addirittura alienante, fino al mondo del marketing. In sintesi è un qualcosa che sta rivoluzionando completamente il modo di fare impresa e più in generale business, uno strumento che ha effetti positivi non solo nella classica relazione con il cliente ma anche tra aziende stesse.

Ma come è possibile tutto ciò? Semplice, perché “giocando” ci si diverte, si ha una sensazione di benessere. Dietro la competizione per ottenere una ricompensa (prodotti omaggio, sconti, accesso a contenuti esclusivi, vantaggi etc.), anche un’attività ripetitiva o poco interessante, come inserire dei dati o rispondere ad un questionario, può assumere una valenza del tutto nuova e coinvolgente.

Ecco un semplice esempio per capire come anche una comune indagine di mercato può risultare sicuramente più stimolante per l’utente se le domande vengono appunto passate attraverso l’occhio della gamification:
 
Domande tradizionali

Domande Gamification

Quali vestiti ti piace indossare? Quali vestiti indosseresti per un primo appuntamento?

Dove ti piacerebbe andare in vacanza? Sei l’editore di un magazine che offre suggerimenti per vacanze. Quale consiglieresti?
Descrivi te stesso. Descrivi te stesso in 7 parole.
Fai una lista dei tuoi cibi preferiti. Fare una lista dei tuoi cibi preferiti in 60 secondi.

  • Nel primo caso si gioca sulla capacità di creare storie nei giochi, di dare un’ambientazione al giocatore
  • Nel secondo caso si lavora sulla collaborazione tra i vari giocatori
  • Nel terzo e quarto caso diamo una sfida, numerica o temporale, all’utente istigando in lui un senso di competizione.

Non stupisce quindi come ormai da qualche tempo, importanti brand e non solo, hanno iniziato appunto a giocare, ad interessarsi a questo nuova prospettiva per cogliere nuove opportunità di vendita, coinvolgere la clientela e fidelizzarla, ricevere informazioni utili e perfino reclutare, formare e motivare il personale. Senza contare poi che è uno strumento molto utile per ottenere nuovi contatti, la cosiddetta lead generation, tanto ambita soprattutto da chi si occupa di maketing online e offline.



Casi di gamification applicati al b2b


Andiamo ora più nel dettaglio e vediamo alcuni casi di successo di gamification applicata al b2b e soprattutto quali vantaggi e benefici ha apportato.

Il primo esempio è quello del colosso statunitense IBM, creatore di City One, un simulatore di gioco rivolto ai professionisti del business internazionali per aiutarli a trovare soluzioni concrete alle sfide del terzo millennio, prime fra tutte l’inquinamento ambientale e l’aumento della popolazione mondiale. Attraverso la dinamica del videogame, gli utenti fanno fronte a problemi reali, ricercando e mettendo in atto soluzioni che ovviamente possono portare a conseguenze positive o negative.CityOne screenshot

In questo modo si è riusciti a studiare la fattibilità delle smart city, le cosiddette città intelligenti, esplorando un’ampia gamma di soluzioni e prevedendone anticipatamente gli effetti. Così come reso noto dalla stessaPhaedra Boinodiris, manager del programma “sfruttando questa tecnica IBM ha ottenuto preziose idee e informazioni, ottenendo così un vero e proprio vantaggio”.

Altro esempio di gamification di successo è quello della società di software Magnius, creatrice di My genius, un gioco semplice e divertente ma allo stesso tempo impegnativo, basato su tutta una serie di tubi. Il gioco è stato progettato per evidenziare come l’integrazione dei canali di vendita sia in grado di migliorare il servizio clienti, ridurre i costi e aumentare di conseguenza i profitti.

L’elevata giocabilità, la possibilità di condividere i risultati sui social e soprattutto la possibilità di vincere la mascotte del gioco, ha fatto di My genius un grande successo, un ottimo strumento per raccogliere informazioni e contenuti utili.

Questi due casi mostrano chiaramente come grazie ad un videogioco, è possibile ottenere informazioni e idee interessanti, pianificare attività, trovare soluzioni e automaticamente promuovere il proprio brand e migliorare la propria reputazione (brand awareness).

Per quanto riguarda invece l’utilizzo delle dinamiche di gioco per generare lead, il caso di Total Erg è molto esplicativo in tal senso. L’azienda italiana operante da molti anni nel settore della raffinazione e distribuzione del petrolio, per ampliare la sua rete di contatti con altre imprese ha lanciato la carta [email protected]’, un’iniziativa grazie alla quale i possessori di Partita Iva potevano avere sconti sui carburanti. Il risultato ottenuto è stato molto soddisfacente: la possibilità di godere di un vantaggio esclusivo ha spinto molte piccole imprese e liberi professionisti a compilare e spedire il form online necessario per ricevere la carta.

Avvalendosi di una strategia di questo tipo quindi, un’impresa può ottenere nuovi e interessanti contatti da riutilizzare in attività promozionali o magari per ricevere feedback e informazioni sui propri prodotti e servizi. Dietro la possibilità di una ricompensa, un vantaggio da ottenere, le persone sono motivate a fare qualcosa, in questo caso fornire i propri dati, superando tutte le reticenze.

Questi sono solo alcun esempi di aziende che hanno deciso di puntare sulla gamification, ma molte altre, dal mondo del fashion al food, passando per l’automotive si stanno immergendo sempre di più in questa nuova prospettiva, investendo anche risorse importanti. I vantaggi e i benefici di questa nuova metodologia di lavoro, come già spiegato, sono tantissimi, bisogna solo puntare a degli obiettivi precisi e sfruttare al meglio tutte le tecnologie presenti sulla scena. I dati incoraggianti del 2015, un anno estremamente produttivo in tal senso, confermano senza ombra di dubbio questa tendenza e gettano le basi per il futuro. Perché dunque farsi trovare impreparati e non giocare fin da subito la carta vincente?

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